domenica 9 dicembre 2012

IO SONO UN GENIO




« Se gli ostacoli e le difficoltà
scoraggiano un uomo mediocre
al contrario al genio sono necessari, 
e quasi lo alimentano, lo maturano e lo esaltano. 
Sarebbe rimasto freddo, in una strada facile. 

Tutto ciò che si oppone al cammino dominante del genio, 
lo irrita e gli procura quella febbre di esaltazione
che travolge e domina tutto, e produce i capolavori. »

 Théodore Gericault

IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO IO SONO UN GENIO...e produrrò un capolavoro. Altrimenti sono una donna mediocre. E sono nella merda più totale.

mercoledì 17 ottobre 2012

/ follie preferenziali



« Alla mia Nini ha sempre dato fastidio 
l'artificio del finale felice nelle favore; 
è convinta che nella vita non ci siano finali, ma confini.
Si gironzola di qua e di là, s'inciampa e ci si perde. ( ... )  »
Il quaderno di Maya - Isabel Allende

Udite udite - sto scrivendo in diretta dalla biblioteca del DipartimentoDiStoriaDellArte della Sapienza. Per trovarla è stata una faticaccia, ma adesso posso fare la radical chic ( ? ) vantandomi di scrivere pagine di blog in una biblioteca universitaria, stringendo tra le mani un taccuino di appunti sulla riforma luterana ( sapevate che Lutero era un grande bevitore di birra? ) e un mattone che c'è chi ancora osa pensare si tratti di un libro di Storia Moderna, quando io potrei tranquillamente iniziare a costruirci una piccola dependance a casa mia. 

Ebbene sì; è tutto cominciato.

Okay, fa tanto trailer di un colossal apocalittico, ma probabilmente sulla mia vita in questi giorni ci si potrebbe davvero lavorare una sceneggiatura di un film con colonne sonore di questa portata.

La metropolitana è da panico; stipata come una sardina in angusti vagoni in carenza di ossigeno, dal nauseabondo odore di Tatami ( il tappetino piazzato sotto i piedi putridi dei praticanti di karate e altri arti affine ndr ) per una manciata di fermate, stringendomi addosso una borsa che suppongo pesi più di me, che contiene una minibiblioteca di libri universitari - che se fossero merce di scambio nel mondo del commercio, potrei comprarci tranquillamente una villetta quadri-familiare con giardino e garage.
Il tutto con la sveglia che suona alle cinqueequaranta del mattino, trascinandomi via dal mondo dei sogni a metà del secondo tempo dei miei film mentali ( ormai non so più come finiscono i miei sogni, e mi ritrovo ad inventare le conclusioni mentre fisso il vuoto tra una fermata e l'altra della metro. Il che mi lascia molto più arbitrio sulle decisioni, e io la finisco di sposarmi con soggetti improbabili, farmi uccidere da stravaganti maniaci seriali e farmi rincorrere da scarpe da tennis rosse ).
Le lezioni si accavallano l'una sull'altra, i tomi da studiare sono alti come i gradini dell scale di casa, i professori parlano parlano parlano e il mio polso ha subito fratture multiple a furia di seguire freneticamente il filo dei loro discorsi - talvolta anche piuttosto sconnessi, che aprono parentesi sui discorsi, le chiudono, le riprendono cinque minuti dopo, si lamentano della pessima organizzazione dell'università e poi domandano « Ma sono stato abbastanza chiaro? » .

Sto ponderando l'idea di farmi iniettare flebo di caffè endovena, dato che ho a malapena il tempo per fare la pipì alcuni giorni  ( come questo - il ritorno a casa è previsto intorno alle nove di sera! ), e poi le amiche di sempre ti telefonano lamentandosi che sono sparita nel nulla. Obiettivamente non mi dispiacerebbe avere un mantello dell'invisibilità alla Harry Potter, ma ahimé sono consistente più che mai ( dovuto anche al fatto che sto mangiando a quantità industriali schifezze per scacciare il malumore. La cioccolata ha questo potere, cosa posso farci? ) e totalmente presa da questo mondo universitario che mi risucchia buona parte del tempo e della linfa vitale.

Non ho idea di come si possa gestire tutto questo. Forse in questa biblioteca c'è un librone incantato di segreti universitari ( ormai con Harry Potter sono partita per la tangente del mondo magico.. ) dov'è spiegato il trucco che ti fa trovare la forza di seguire tutti i corsi del semestre col sorriso - e trovare posto in aula prima di cominciare, mangiare il meno possibile pizza funghi e salsiccia come se non mangiassi da un mese, sorridere in metropolitana ai tizi alti una spanna più di te con l'ascella pezzata senza avere la nausea  e avere giornate dilatate di una manciata di ore, il tempo necessario per poter passare del tempo non solo con libroni e sconosciuti in metropolitana, non solo con segreterie di dipartimenti e uffici amministrativi, ma anche con le persone con le quali avrei bisogno di stare un po' per motivi non necessariamente legati all'Arco di Costantino e ai sarcofagi dell'arte paleocristiana.

Il punto è che vorrei avere più tempo per LUI - e invece finisco per addormentarmi tra le sue braccia ( e lui, per qualche astruso motivo, mica mi spintona via, anzi mi coccola e mi bacia mentre io gli sbavo sulla maglietta ), per LEI, che comprendeva la mia bizzarra tendenza a portare i pennarelli a lezione per prendere appunti colorati ( anche se poi si finiva sempre con l'infilarceli nel naso ), e per qualche altro povero folle che ancora mi sopporta nonostante sembri una ( quasi ) donna sull'orlo di una crisi di nervi e dai quali avrei necessità di rimediare un abbraccio, una chiacchierata e un muffin al cioccolato, tra le mie scuse di non avere avuto un attimo per respirare questi giorni/settimane, neanche per un CIAOCOMESTAI.




Guardando l'anteprima di questo post mi rendo conto che nessun essere umano dotato di raziocinio potrebbe arrivare fino a qui  a leggere;  quindi dato che non ho granché fantasia per un finale a sorpresa con battuta divertente, posso concludere scrivendo cose a cascacciudoisogiusd ugoj sdgiu goisug zjkcdhsoifagirogga idosàiosdf aiuf ihs daufoiuoiu !!!

giovedì 13 settembre 2012

Work in progress


« Jasper Gwyn mi ha insegnato che non siamo personaggi, 
siamo storie, disse Rebecca. 
Ci fermiamo all'idea di essere un personaggio
 impegnato in chissà quale avventura, 
anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire 
è che noi siamo tutta la storia, 
non solo quel personaggio.
Siamo il bosco dove cammina, 
il cattivo che lo frega, il casino che c'è attorno, 
tutta la gente che passa, il colore delle cose, i rumori. ( .... ) »
Mr. Gwyn - Alessandro Baricco



Questo blog è rimasto a lungo a vegetare totalmente vuoto. Il che lo rendeva pressoché inutile. 
Non che il fatto che io ci scriva dentro gli fornisca chissà quale funzione, se non quella di darmi la possibilità di vomitare tutto quello che penso da qualche parte in poche battute di tastiera. 
Ma quest'è.
Il punto è che io ho l'ansia da prestazione/da primo post. E ho finito per tritare meglio di Gordon Ramsey tutte le unghie della mano, poverine, per cercare di mettere insieme qualche idea da scrivere. E questo è stato il risultato ( sì, mi piace l'idea del ' clicca-e-scopri' ).

Tutto questo perché ho scoperto - dopo anni di interrogativi, il funzionamento di Twitter ( e solo per poter essere follower di Jared Leto - e non solo ) e dovevo inserire sotto il mio nome l'indirizzo della mia pagina uèb. 
Che in teoria è questa.

Ma mi sentivo in colpa a lasciarla qui, vuota e desolata. Anzi, sono piuttosto sicura di avere intravisto una balla di fieno, prima. Ed eccomi qui a scrivere qualcosa da lasciar leggere ( benché totalmente inutile; sto scrivendo un post su aria fritta, incredibile ! ) a tutti coloro che per sbaglio capiteranno a cliccare su quel link sotto il mio nome.

Consideratelo come una sorta di cartello di lavori in corso, gigantesco, posto sulla parte centrale del blog. Ci sto lavorando, gli ingranaggi del mio cervello si sono rimessi all'opera e a breve riuscirò a impostare decentemente questo mio spazio personale, superando l'ansia da prestazionepost. 

Ma che sia da monito a tutti: vi osservo ! ( pauuuura, eh? )