martedì 7 maggio 2013

Faccio le valige

Ho trasferito baracche e burattini su tumblr - e ci resterò finché non imparerò a pronunciarne il nome ( quindi per parecchio tempo, temo ) - datemi fastidio qui: http://wafertubo.tumblr.com/ ! ♥

lunedì 18 marzo 2013

Di lamentele - ma col lieto fine.


        COLONNA SONORA ♪
        chiedo perdono alla pastorizia 
       perché con la mia condotta
       ho rovinato la reputazione 
      della pecora nera

« Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Dovremo impegnarci tutti a restituire piena dignità a ogni diritto. Dovremo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri. In questa Aula sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la più bella del mondo. La responsabilità di questa istituzione si misura anche nella capacità di saperli rappresentare e garantire uno a uno. Questa Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale di una generazione che ha smarrito se stessa, prigioniera della precarietà, costretta spesso a portare i propri talenti lontano dall’Italia.Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore ,ed è un impegno che fin dal primo giorno affidiamo alla responsabilità della politica e del Parlamento. [... ] Dovremo imparare a capire il mondo con lo sguardo aperto di chi arriva da lontano, con l’intensità e lo stupore di un bambino, con la ricchezza interiore e inesplorata di un disabile. »
Laura Boldrini   - Discorso di insediamento alla Camera

Mi ero ripromessa di scrivere qualcosa di allegro e spensierato da  ÈFINITALASESSIONEINVERNALE - con tanto di coriandoli, fiumi d'alcolici e una canzoncina tamarra da discopub giusto per entrare nel mood della festa. Poi però sono ricominciate le lezioni ( e vi giuro, non esiste NIENTE di più noioso/soporifero/atroce di Archeologia alle cinque di pomeriggio. Niente ), la primavera - dopo una piccola parte da non protagonista, sembra essersi dimenticata che deve attaccare a lavorare e ora piove come se non ci fosse un domani. Pertanto io, senza ombrello né stivali, sembro il pulcino Pio dopo che il trattore gli è passato addosso. L'autista dell'autobus oggi s'è perso ( sì, succede anche questo ) e siamo stati quaranta minuti tutti seduti mentre lui masticava imprecazioni, incerto se andare in retromarcia e asfaltare la dozzina di macchine dietro di noi - impegnate in un coro di clacson da far invidia ai Notturni di Chopin, o andare avanti alla ventura, dove una macchina parcheggiata in maniera del tutto casuale, gli ostruiva la strada. Ho voglia di strangolare almeno due persone su tre tra quelle che ho visto finora, ho pranzato con un pacchetto di cracker e una spremuta di mandarino e, chiaramente, siccome non basta la sofferenza di questo personale ascetismo, in ogni dove ci sono pubblicità di uova di Pasqua sempre più enormi e più cioccolatose. Posso sapere cosa ti ho fatto di tanto male, Karma? 

Sono nella Biblioteca Universitaria - ebbene sì  - in attesa della lezione di Archeologia Greca - ebbene sì x2 - a sfogarmi davanti allo schermo mentre la tizia accanto a me ( che come minimo sarà una dottoranda ) sta spulciando la sua pagina profilo di NETLOG - ebbene sì, x3 - , velogiuro. E io che credevo fosse passato di moda da almeno cinque, sei anni  ( e che fosse solo per ragazzine e bell'imbusti arrapati ). 

Fino a cinque secondi fa avrei voluto aprire su YouTube un tutorial per fabbricare molotov e piazzarne una rudimentale proprio sotto la cattedra del prof prima che iniziasse con le sue chiacchiere sui resti di un'anfora o di una statuetta di un prestante guerriero greco ( .. ). Poi però è passata la canzone della COLONNA SONORA alla radio, e sono finita a rileggere per qualche strano motivo il discorso di insediamento del nuovo Presidente della Camera. Sì, insomma - la roba che ho riciclato all'inizio di questo post pieno di lamentele ha un suo perché. Perché nonostante il mio malumore si rifletta alla perfezione con il tempaccio fuori dalla finestra ( forse solo ora, a vent'anni, ho capito perché si dice che il vento ulula; lo fa davvero ), dando prova della mia estremamente sensibile meteoropatia, dopotutto il mondo non fa sempre così schifo, e c'è sempre un briciolo di speranza anche se hai davanti due ore no stop di chiacchiere sui Bronzi di Riace, hai fame da far schifo e probabilmente tornerai a casa come se ti fossi fatta sette docce contemporaneamente. 

Quindi boh ( sì, brava Yasma: aspiri a fare della scrittura il tuo futuro e concludi con ' quindi boh ' ), volevo condividere con gli impavidi che affronteranno questa lettura il mio momento bipolare a lieto fine, consigliarvi di bere anche voi il succo al mandarino ( è buonissimo, accidenti - delizioso ! ), e di non iscrivervi MAI  a Netlog se avete più di tredici anni. 







sabato 5 gennaio 2013

tu sei esaurita!



« Vago per la mia disperata sete, per
l'amore che non mi basta, quello
che non ho avuto, l'ostia del carnale
sacramento, le sfere dei tuoi occhi 
mitralici. Mi sbaglio o sono vagante
tra stelle perse, che si sconfiggono 
tramite domande senza risposta, 
mentre il mio desiderio diventa gogna
e una passione diventa crocifissione

[ ... ]

Sono chiuso nel mio mondo a pensarti
come un indomabile braccio teso, dentro
futuri impossibili, mentre brucio come 
se il fuoco mi fosse entrato dentro tutto, 
e mi avesse bevuto, e io fossi la benzina
di un riepilogo, di tutta la mia rozza vita
postulata da una fiamma eretta sul cielo, 
unica e irripetibile; e senza salvagente
continuassi a vagare per onde e stelle
e cieli rivisti, rimontati dentro la mia sete 
e la tua sete, vagante anch'essa perché 
inestinguibile, forse. Vago per il percorso
del tuo corpo con la fame dell'assassino
del dio destino, del ladro di pochi coperchi, 
vago per il tuo monte urlando il giuramento 
col cuore spaccato, ma sempre sincero
come una fonte, un masso fermo l'ultimo
ricordo di un nostro amato defunto. »

 Franz  Krauspenhaar; Il vagare


Mamma: « Tu sei totalmente esaurita »

 Convivo con questa donna ventiquattr'ore su ventiquattro, è normale che se ne esca con commenti del genere mentre si affaccia alla porta della mia stanza e mi vede parlare col computer - brandendo una ciabatta, chiedendomi come accidenti si faccia a prenotare un dannatissimo esame. 

No, frenate. Non sono maldestra nell'uso del pc, no. Solo auguro a chi ha progettato Infostud (  il Sistema Informativo della Sapienza ndr ) una lunghissima nottata alle prese con un disturbo della defecazione caratterizzato da un aumento dell'emissione di una quantità giornaliera di feci superiore ai 200 g con diminuzione della loro consistenza e da un aumento della frequenza di scarica dell'alvo intestinale ( la diarrea, per gli amici ). 

Tutto è informatizzato, tutto si fa al computer ( ammesso tu riesca a capire come ), nessuno al gabbiotto del dipartimento sa risolverti i problemi che riscontri nel portale, ma ti consiglia di riprovarci di nuovo, e poi un'altra volta ancora. Detesto quando raggiungo uno sportello informativo con gente pagata per darmi informazioni, faccio la mia domanda speranzosa e il tizio dall'altra parte del vetro mi guarda come se fossi stupida, accigliandosi e domandandomi: « Ma che non ci sei andata sul sito? Sta tutto scritto lì »
NO. Furbone. Non l'ho trovato sul sito. Altrimenti per quale motivo io avrei dovuto sollevare le mie terga dalla sedia per raggiungere questo dannatissimo sportello informativo? Sport? Hobby? Insana follia? Volevo offrirti un caffè ma non sapevo come attaccare bottone? NO. 

Dato che noto troppo acido/utero in questo post, è bene che io inserisca anche elementi zuccherosi, tanto per dimostrare che io non sono un mostro divorabambini, assolutamente non intenzionata a creare un ordigno da infilare sotto le scale dei "Centri Informazione Accoglienza Orientamento":


un pony multicolor è abbastanza puccioso? 

Direi che può bastare.