sabato 5 gennaio 2013

tu sei esaurita!



« Vago per la mia disperata sete, per
l'amore che non mi basta, quello
che non ho avuto, l'ostia del carnale
sacramento, le sfere dei tuoi occhi 
mitralici. Mi sbaglio o sono vagante
tra stelle perse, che si sconfiggono 
tramite domande senza risposta, 
mentre il mio desiderio diventa gogna
e una passione diventa crocifissione

[ ... ]

Sono chiuso nel mio mondo a pensarti
come un indomabile braccio teso, dentro
futuri impossibili, mentre brucio come 
se il fuoco mi fosse entrato dentro tutto, 
e mi avesse bevuto, e io fossi la benzina
di un riepilogo, di tutta la mia rozza vita
postulata da una fiamma eretta sul cielo, 
unica e irripetibile; e senza salvagente
continuassi a vagare per onde e stelle
e cieli rivisti, rimontati dentro la mia sete 
e la tua sete, vagante anch'essa perché 
inestinguibile, forse. Vago per il percorso
del tuo corpo con la fame dell'assassino
del dio destino, del ladro di pochi coperchi, 
vago per il tuo monte urlando il giuramento 
col cuore spaccato, ma sempre sincero
come una fonte, un masso fermo l'ultimo
ricordo di un nostro amato defunto. »

 Franz  Krauspenhaar; Il vagare


Mamma: « Tu sei totalmente esaurita »

 Convivo con questa donna ventiquattr'ore su ventiquattro, è normale che se ne esca con commenti del genere mentre si affaccia alla porta della mia stanza e mi vede parlare col computer - brandendo una ciabatta, chiedendomi come accidenti si faccia a prenotare un dannatissimo esame. 

No, frenate. Non sono maldestra nell'uso del pc, no. Solo auguro a chi ha progettato Infostud (  il Sistema Informativo della Sapienza ndr ) una lunghissima nottata alle prese con un disturbo della defecazione caratterizzato da un aumento dell'emissione di una quantità giornaliera di feci superiore ai 200 g con diminuzione della loro consistenza e da un aumento della frequenza di scarica dell'alvo intestinale ( la diarrea, per gli amici ). 

Tutto è informatizzato, tutto si fa al computer ( ammesso tu riesca a capire come ), nessuno al gabbiotto del dipartimento sa risolverti i problemi che riscontri nel portale, ma ti consiglia di riprovarci di nuovo, e poi un'altra volta ancora. Detesto quando raggiungo uno sportello informativo con gente pagata per darmi informazioni, faccio la mia domanda speranzosa e il tizio dall'altra parte del vetro mi guarda come se fossi stupida, accigliandosi e domandandomi: « Ma che non ci sei andata sul sito? Sta tutto scritto lì »
NO. Furbone. Non l'ho trovato sul sito. Altrimenti per quale motivo io avrei dovuto sollevare le mie terga dalla sedia per raggiungere questo dannatissimo sportello informativo? Sport? Hobby? Insana follia? Volevo offrirti un caffè ma non sapevo come attaccare bottone? NO. 

Dato che noto troppo acido/utero in questo post, è bene che io inserisca anche elementi zuccherosi, tanto per dimostrare che io non sono un mostro divorabambini, assolutamente non intenzionata a creare un ordigno da infilare sotto le scale dei "Centri Informazione Accoglienza Orientamento":


un pony multicolor è abbastanza puccioso? 

Direi che può bastare.



3 commenti:

  1. L'addetto a Infostud dovrebbe avere un disturbo della defecazione insieme all'addetto di Infoschool (il sistema informativo del mio liceo, anche se teoricamente anche io dovrei aver avuto a che fare con un Infostud da quest'anno), magari sullo stesso cesso.
    Grazie del commento che mi hai lasciato, non era inopportuno o fuori luogo, solo piacevole (:

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  2. E TRENTAELODE LALALALALALAA E TRENTAELODE LALALALALALAAA

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  3. Che siano maledetti i sistemi informatizzati delle italiche università tutte. Ti seguo :)

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Ipse dixit